Come ogni anno, a febbraio, si svolge l’evento più importante per ogni vo sinh del Viet Vo Dao: le gare nazionali .

Quest’anno si sono svolte nella ridente Brescia, più precisamente al Palazzetto Sportivo di Roncadelle ( NdR : ricorda… eravamo a Brescia!!!) !

La location ogni anno varia e viene – giustamente – alternata tra il nord e il sud italia per agevolare la partecipazione di tutte le scuole.

La nostra  nostra allucinate preparazione per le gare è iniziata nella versione intensiva a inizi gennaio.

Il nostro maestro è assolutamente orientato alla perfezione, come giusto che sia, per cui gli allenamenti sono passati dall’oretta e mezza tre volte a settimana e due ore mezza almeno! Che dire: ho perso circa 8 kg in meno di 2 settimane… Altro che diete!!!

A parte questo quest’anno, non contenta delle “botte” che normalmente prendo dalla mia grottesca vita, ho deciso di  partecipare alle gare di combattimenti (Dau Tu Do). E alla fine, dopo labbra rotte, lividi su ogni parte del corpo, e colli incriccati, mi sono presentata sul mitico quadrato da brava guerrierra  (certo se lo avessi fatto con il vo puck allacciato sarebbe stato meglio … ma alla fine qualche “brava brava” l’ho preso lo stesso! =)  ).

La mia palestra – Van lang – si è presentata all’evento con un gruppo da far invidia a molti,  abbiamo partecipato praticamente in tutte le categorie, vincendo quasi tutto il possibile (ovviamente sottoscritta esclusa, visto che a 30 anni ancora non riesco a gestire le mie presunte “emozioni”… dobbiamo lavorare su questo!!)

La cosa più bella, forse una delle più importanti, una di quelle alla base della nostra arte marziale (e che dovrebbe essere alla base della vita di ogni persona) è il rispetto che il mio gruppo ha  l’uno verso l’altra, l’amicizia e l’affetto che ci lega.

Questi giorni sono stati molto forti da un punto di vista sia fisico che emotivo sono stati fatti da tante vittorie ma anche molte sconfitte, colme di vuoti lasciati da chi non è più con noi – che amiamo sempre di più – ma anche ravvivati da “nuovi” ritorni.

Ci sono poche certezze che ho, ma di certo una di queste è che verremo assolutamente ricordati da tutti i partecipanti delle gare.. La nostra (mi ci metto in mezzo anche io) bravura è nulla rispetto alla nostra follia!

Ne abbiamo combinate di cotte e di crude, a partire da persone (!!) che si sono prensentate mezze nude alle premiazioni, alla curiosa maniera di mangiare i fagiolini, al mitico applauso a 4 mani, ai giochi con il giacchio e vari ed eventuali Gandhi in tuta alla ricerca di se stessi… Quante ne potrei raccontare!

Il fatto è che ora posso dire con estrema certezza che il 3 principio del Viet Vo Dao è assolutamente dentro di me:

Quanto amooooo i mie condiscepoli!!!!

Grazie a tutti voi!

Pss: Mi dimenticavo… A fine marzo ci saranno le Gare Europee a Padova e la Van Lang è già pronta a dare il meglio/peggio di se!!!

F.

Mi ci sono voluti giorni per mettermi di fronte a questo foglio bianco e scrivere di te.

Non è facile, non è per niente facile parlare di te . Una complessità di mondi che coesistono in una sola persona. Una delle mie persone.

Cara la mia Carmen. Ti ho sempre presentato nel mio mondo come la mia versione a 45 anni. Quando un anno fa ti ho conosciuto in palestra, nei tuo occhi ho visto i miei, nella tua essenza ho riconosciuto la mia. Mi è capito rare volte (forse solo un’altra a dire il vero) di innamorarmi  istantaneamente di una persona.

Cena Van Lang 30_06_09 (38)

E questa cosa è stata reciproca, tu mi hai vista subito. Sei entrata in maniera preponderante nella mia vita. E mi hai amato.

“Non riesco a darti un età, sei una donna senza tempo”.  E’ quello che mi hai sempre detto, e forse è stata una delle frasi più vere che abbia mai sentito su di me. Me ne hai dette di cose, mi ha cazziato quando con la mia rabbia volevo distruggere tutto e tutti. Come  quella sera mi ha trovato sui gradini della palestra intenta a mandare un sms e hai preso il mio cellulare hai letto l’sms e mi hai detto “ma che ti ha fatto sto poraccio? Prendilo a mazzate sulle palle e gli farai meno male”.

Le telefonante delle 11 di mattina mentre io ero nel bunker e te in “ufficio“ a parlare di quelle meravigliose e elevatissime  massime sul mondo che ci fanno morire dal ridere.  E discutendo dei nostri mondi, degli uomini che difficilmente possono essere in grado di stare vicino a “quelle irrequiete come noi”. Noi che ci dovevamo dare una possibilità. Una possibilità di essere felici e serene, ti ricordi?

E poi, quando ero demoralizzata , cos’è che facevi? Mi chiamavi elencandomi tutti i prezzi per i voli in Vietnam per quest’estate. Io intanto studiavo bene i nomi delle forme, te sapevi contare fino a 10 in vietnamita, e avevamo così risolto i nostri problemi linguistici!

E quando eravamo negli spogliatoi  e attendevi con ansia la “frase del giorno” del nostro caro uomo eccessivo con conseguente ritardo agli allenamenti.

E il maestrino che urlava “Francesca Carmen ve volete move..!!!” E lì giù a fare flessioni!

E poi se qualcuno mi diceva “come sei dimagrita” te guardavi la persona incazzata e gli dicevi “ma cosa stai dicendo … Non la vedi avrà almeno preso 10 chili” perché sapevi come mi vedo, come spesso non mi accetto.

Le volte che non ci andava di allenarci, che eravamo troppo intossicate dal mondo che ci opprimeva che non trovavamo la forza di uscire per andare in palestra. La tecnica collaudata era che tu mi passavi a prendere o che io ti telefonavo minacciandoti per farti venire. E poi, dopo gli allenamenti, come ci sentivamo meglio!!!

E il “gruppo del cinema della domenica”.  E poi lui.. il nostro Kevin!

La mia donna sulla schiena, tu sei stata la prima a toccarla, ad amarla quasi più di me. Vedi i colori a volte sono belli no?

Due vite diverse, due età diverse, ma intimamente uguali.

Vegetariane, tatuate, consapevoli del nostro corpo e della nostre anime irrequiete e libere .

Innamorate di De andrè, di Woody Allen, della pizza e delle patate in tutte le loro forme, del sale in abbondanza su ogni portata, del rhum con la cioccolata fondente.

Quanto potrebbe essere lungo l’elenco? Troppo.

E quanto potrebbe essere inutile? Troppo.

Inutile perché quello che tu sei per me, quello che mi hai dato, quello che io sono riuscita a dare a te, ce l’ho sotto pelle.

Tatuato a colori nel mio cuore.

Ti amo ora e sempre Carmen.

IN OMNIA PARATUS . Ora più che mai.

Come dice il nostro Fabrizio

“Per chi viaggia in direzione ostinata e contraria col suo marchio speciale di speciale disperazione e tra il vomito dei respinti muove gli ultimi passi per consegnare alla morte una goccia di splendore di umanità di verità “.

Essendo Atea, non posso dare spiegazione a tutto questo, la mia razionalità non trova una ragione a tutto questo. Non ha un senso. Se non quello della vita. La morte fa parte della vita.

Mi unica propiedad, es el instante….

Ora più che mai.

Per sempre la tua Frafry.

NdR: ringrazio pubblicamente il fornitore del cd citato nell’articolo.. diamo a Consuelo quel che è di Consuelo!

In questa allegra domenica di pioggia, ascoltando uno splendido cd “Rhythms del Mundo  Classics “ non posso fare a meno di pensare a come cambiano le cose.

In questo periodo della mia vita il lavoro mi sta assorbendo ogni energia, mi coinvolge a 360 °. Mi dà molte soddisfazioni visto che finalmente le mie supposte capacità intelletive vengono  riconosciute e non sottovalutate.  Le persone con cui lavoro sono spettacolari, un gruppo unito affiatato che si spalleggia in un situazione più o meno drastica. Ho conosciuti soggetti che mi hanno cambiato, che mi hanno fatto ricordare delle emozioni che avevo rimosso, che mi fanno ridere e che mi vedono per quello che sono. Questo è il mio lavoro, è la mia vita di oggi.

Poi ieri, mentro ero in macchina per Roma, sono passata in una zona dove ho trascorso molti anni, dove ho vissuto molte avventure, e mi sono fermata a riflettere..Come cambiano le cose…

La ragazza con i maglioni più lunghi delle gonne e gli Underground, ha lasciato il passo a una donna che “lavora” (indossando sempre i suoi Underground =D ), che non ha più paura di farsi vedere dal mondo.

Mi ritrovo ad oggi ad essermi “ritrovata”, a sorridere e smettere di mettere alla prova le persone intorno a me, a non voler fa scontare agli altri il dolore che ho dentro, ma dargli semplicemente la possibilità di conoscermi per quella che sono. Che gli piaccia o no. Semplicemente io.

In certi momenti è difficile non guardarsi indietro, vedere un mondo che ora non c’è più. Vedere che delle persone ad oggi non ci sono più nella tua vita. E domandarsi il perchè… Certo le cose cambiano, le persone cambiano.

E ad un certo punto si diventa estrani, la tua “precendente” vita e tutto ciò che ne concerne diventa per te un’estranea. Sei evoluta? … Sei semplicemente cambiata . Parli la stessa lingua, ami le stesse cose – e molte di più – ti arrabbi per gli stessi motivi – anche se cerchi ogni giorno di essere un pò più tollerante- ma inevitabilmente sei cambiata. E il tuo mondo con te.

La staticità mi ha sempre terrorizzato. Sono stata ferma per un lungo periodo, aspettando che qualcuno o qualcosa mi desse la forza per muovermi di nuovo. Grave errore, la forza la potevo trovare solo in me stessa. E quando una nuova persona del mio evoluto mondo mi ha fatto notare come fossi “ferma” e come stessi cercando solo vendetta verso gli altri per crimini che loro non avevano commesso, ho aperto gli occhi e ho ritrovato quella forza. E sono cambiata.

In meglio o in peggio non lo sò ancora, ma sento che ho ricominciato – lentamente – a camminare.  E mentre mi guardo intorno vedo i volti del mio mondo accanto a me . Nitidi che mi accompagnano. Come hanno fatto in questi anni, anche quando ero ferma, loro mi hanno aspettato.

Santiago de Compostela

L’unico lato negativo di quando ci si rimette in movimento è forse alcuni parti potrebbero non seguirti. Come a volte tu non hai seguito loro. E così si creano dei distanze che a volte sembrano incolmabili. E lì ti accorgi di come cambiano le cose. Ma la maturità acquisita in tutti i mondi in cui sei passata – che hai vissuto e perso a volte – ti dà anche la consapevolezza e la forza di lottare per ciò che è veramente importante. E’ sicuramente più semplice e meno faticoso voltare pagina ,resettare il tutto. Ma a me non sono mai piaciute le scelte semplici =).

Come cambiano le cose …

 

F.

Eccomi qui, dopo 10 giorni a raccontarvi forse una delle esperienze più travolgenti di quest’anno.. il mio Summer Jamboree #10 !!!

In verità questa è solo la seconda edizione a cui partecipo sempre con la mia amica Bunny, ma a differenza dello scorso anno – dove  ero talmente presa ad osservare il mondo che mi circondava a bocca aperta e occhi spalancati, tipo bimba nella fabbrica di cioccolato di Willie Wonka, che mi sono “dimenticata” di viverlo – quest’anno mi sono immersa con tutte le scarpe nella Senigallia anni ‘50!!!

Il risultato è stato indescrivibile – anche se ho dormito solo 8 ore in 4 giorni!!!

Trascorrere giornate intere sempre con il sorriso stampato sul  volto (che poi per chi mi conosce sa benissimo essere mooolto raro) è stata una sensazione eccezionale  e  questo accade quasi solo durante il  SJ perché lì mi sento  finalmente nel “mio” posto , nella “mia” epoca, nel “mio” abbigliamento! Le gonne a ruota, i fazzoletti e i fiori nel capelli, le petticoat, la musica anni ’50 in filodiffusione in tutto il centro della città, mi fanno sentire completamente libera.  Libera di essere Francesca .

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Non ci siamo fatte mancare nulla quest’anno : lo spettacolo di Burlesque al MammaMia, le passeggiate al mattutine mare, i frullati alla fragola pomeridiani, gli spettacolari concerti del The Rock & Roll All Night Long!

 

Senza contare poi il fatto che finalmente c’è stata anche l’occasione per incontrare molte persone conosciute durante l’anno mediante il web 2.0!Sono andata ad Ancona (aka San Francisco)a fare shopping al Pin up Store “Woman Shop” di Simona Sessa – una vera e spettacolare Pin up del 2000 – dove ho finalmente comprato il vestito stile “marinaretta” della collezione di Betty Page!

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Sono rimasta in piedi fino alle 4 del mattino – e vi assicuro che con il caldo atroce che ha fatto quest’anno è stato veramente drammatico – per ascoltare dal vivo Ingo Pasquali con  i ROCKINGO band e devo dire ne è valsa assolutamente la pena visto  e soprattutto ascoltata la classe e l’eleganza musicale che hanno dal vivo questa 50′s Band!

Ho conosciuto Libero Api, il talentuoso fotografo che immortala con il suo obiettivo l’anima e l’atmosfera che si respira durante il SJ, il quale tramite il suo blog sul Summer Jamboree lo scorso anno ci ha dato l’opportunità di conoscere tutto il gruppo di anni’50 di Roma!

Anche se è stata solo la seconda edizione a cui ho partecipato è stato inevitabile notare come il numero di “turisti” fosse aumentato, ma d’altronde anche io esteticamente lo scorso anno lo ero ma proprio tramite il SJ ho avuto l’opportunità di poter finalmente esprimere in tutto e per tutto la mia anima fifites  e quest’anno sentirmi non solo spettatrice ma in qualche mondo anche attrice di questo meraviglioso festival.

E’ così il SJ: è fatto sia di persone che guardano e di quelle che vengono guardate, ogni personaggio rende questo festival unico e indescrivibile nelle sua atmosfera e sensazioni.

L’unica mia pecca è ancora il fatto di non saper ballare (anche se solo guardare gli innumerevoli ballerini volteggiare nei vari spazi allestiti è un emozione assurda ) a cui porro rimedio assolutamente quest’anno e al prossimo SJ voglio assolutamente scatenarmi nella meravigliosa Rotonda!!!

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Enjoy Yourself!!!!

F.


Lo sò, può sembrare strano che io – che non sono proprio una fans delle cerimonie istituzionali – sia qui a parlare dei un battesimo, ma questo è uno dei pochi avvenimenti che vale la pena di raccontare per due ottimi motivi:
Il primo perchè i bimbi  Emma e Luca (gemelli ma non identici) sono gli amatissimi nipoti della mia amica Bunny, quindi non due bimbi qualunque!!!

Il secondo motivo è perchè il battesimo è stato all’insegna degli anni ’50!!!

La mamma dei due pargoli ha organizzato una meravigliosa festa a Gallicano nel Lazio ingaggiando con band gli entusiasmati brillanti e garbati Four Vegas, e di conseguenza, io e Bunny ci siamo messe d’impegno per essere assolutamente in tema!!!

Abbiamo acquistato due meravigliosi vestiti anni ’50 a Londra da Vivien of Holloway  , prenotato una acconciatrice anni ’50 superba (Orietta) che sabato pomeriggio è venuta a casa e ci ha pettinato e truccato a dovere e così, dopo circa 3 ore di forcine e EyeLiner eccoci qui, finalmente con l’aspetto esteriore che abbiamo sempre sognato!!!

Appena arrivate a Gallicano ovviamente le persone non potevano che notare il nostro look decisamente “fuori moda” ma per noi così normale.  Eravamo talmente naturali e nostro agio in quelle vesti che addirittura ci hanno scambiato per gemelle.. :-S

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Comunque, dopo il rito in chiesa, ci siamo recate alla festa dove i Four Vegas avevano allestito il loro palco sul balcone di casa, il chè trasformava quella villa già di suo molto bella, in un posto incantato. Sembrava di essere sul serio ad una festa a bordo piscina negli anni ’50!

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La serata è stata magica: la musica era perfetta (hanno suonato anche la canzone del mio funerale) noi eravamo bellissime, abbiamo bevuto, ballato,fatto le ruote e  riso tanto riso  - anche a delle battute veramente improponibili, ma in quella atmosfera tutto riusciva ad essere bello… Anche i “limoni”!!!!

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Certo poi la sera, una volta rientrata a casa è stato triste (e faticoso) smontare l’acconciatura e riporre il vestito nell’armadio, ma avevo la consapevolezza che tra circa un mese ci sarà il Summer Jamboree… E i Fifties saranno di nuovo intorno a me!

E comunque per ora un grazie per quella serata va di certo a Emma e Luca (e i loro genitori ovviamente =) )!

.. Dimenticavo.. Grazie Fotografo!!! =)
F.

Difficile trovare il tempo per i ricordi.

Spesso non si trova neanche il tempo per pensare – e spesso questo è un bene – figurariamoci per ricordare.

E poi, magari una sera, durante una festa una canzone ti fà ricordare. Ti giri intorno a te, e vedi che altri occhi in quel momento vedono immagini di un passato. Diverso dal tuo, sicuramente, ma che quella medesima canzone ha riportato alla luce.

A quel punto è impossibile non cercare di condividere con quegli altri occhi un pò di te, un pò di quel momento. E così ti trovi a parlare ridere e discuture per ore con emeriti sconosciuti solo perchè una canzone ti ha messo nella condizioni di non “avere paura”.

Sono solo momenti, spesso inutili, spesso che non si ripeteranno, probabilmente circoscritti alla durata di una canzone. Ma di certo “momenti da ricordare” e da collegare a quella canzone…

La canzone in questione è una colonna sonora della mia adolescenza.

Sweet Child O’ Mine dei Guns ‘n Roses, capitanati dal mio più grande amore  William Bailey Rose, Jr. a.k.a Axl Rose.

Le emozioni che mi ha sempre trasmesso sono idescrivibili (sopratutto con quei suoi pantaloncini bianchi :D   )!

La canzone  – ovviamente del tipo “lettera d’amore” – paragona ogni parte della donna amata a ricordi di infazia, dove lui si sentiva al sicuro e protetto.

She’s got a smile that it seems to me
Reminds me of childhood memories
Where everything
Was as fresh as the bright blue sky
Now and then when I see her face
She takes me away to that special place
And if I stared too long
I’d probably break down and cry

Sweet child o’ mine
Sweet love of mine

She’s got eyes of the bluest skies
As if they thought of rain
I hate to look into those eyes
And see an ounce of pain
Her hair reminds me of a warm safe place
Where as a child I’d hide
And pray for the thunder
And the rain
To quietly pass me by

Sweet child o’ mine
Sweet love of mine

Where do we go
Where do we go now
Where do we go

Alla fine, la persona amata, non dovrebbe essere così??? Non dovrebbe farti sentire al sicuro?

Non dovresti perderti nei suoi occhi – anche se umanamente non privi di dolore e di un passato- per trovare con lei una nuova forza a capacità per sopravvivere a nuovi temporali????

F.

ndr: questo articolo è stato ripreso dal mio vecchio blog, risale al 17 giugno 2007, mentre preparavo la tesi ed ero bionda platino.. ma mi piaceva l’idea di riproporlo.. è un bel ricordo! 

Dopo varie ed eventuali peripezie, dopo l’nesima fregatura.. sto attraversando un periodo si stasi vera e proprio… sto facendo la statua di sale… evito qlk tipo di movimento brusco per non incombere in tori (o scorpioni *___*?!?!?) che mi possano infilzare alle “spalle”…. È più di un mese e mezzo ormai che non incontro nessun uomo della mia vita(ed è un record assoluto) e questo mi ha portato ad avere più tempo per me… per le mie priorità reali…. E ho ricominciato a ridere, a fare shopping, a inventare (?!?!??) storie e nuove sceneggiature per film da oscar… e come sempre accompagnata dalla mia amica immaginaria Bunny….

Ormai sono tumulata nel meraviglioso Laboratorio di misure elettriche ed elettroniche, stanza 22, piano terra della facoltà di ingegneria.

In questo luogo meraviglioso, oltre a friggere pesci, far esplodere cose improvvisare gare con le sedie con le ruote, fuggire nei corridoi da serial killer, e soprattutto saldare (uhhh quanto mi piace saldare) durante le pause pranzo lì trascorse, avvengono eventi particolari: uno degli ultimi è che sono diventata induista!!!

Più o meno funziona così: tu parli … racconti una storia… ma ti dimentichi un nome, un luogo, e allora che fai ??? Visto che Ettore si è Laureato e mi ha abbandonato alla mia triste sorte, per risolvere tali quesiti apri wikipedia…. E cosi qlk giorno fa, non mi chiedete come siamo arrivata a studiare l’induismo!!!!!!!! E la cosa ci ha travolto talmente tanto che siamo stata per quasi 3 ore a leggere di storie, simbolismi e tradizioni veramente meravigliose… ma la cosa più bella è aver scoperto delle cose di me e delle persone che ho intorno tramite il simbolismo utilizzato nell’induismo….

Prima di tutto ho trovato il mio dio: Śiva

Presso la religione induista, Śiva (devanagari , solitamente anglicizzato in Shiva) è uno degli aspetti di Dio, nonché la terza Persona della Trimurti (chiamata anche Trinità indù, composta da Brahma, Visnu e Śiva), all’interno della quale è conosciuto come il Distruttore. È inoltre il supremo aspetto di Dio presso lo Śivaismo, una delle due principali confessioni devozionali monoteiste contemporanee (l’altra è il Vaishnavismo, monoteismo di Viṣṇu)

Come non poteva essere il mio dio se no IL DISTRUTTORE?!?!??? E poi… lasciate stare quando ho letto il simbolismo nella sua raffigurazione, il fatto che ha un serpente (un cobra che poi è la rapprensentazione della vittoria contro la morte ovvero al Kundalini ) intorno alla gola (e sapete bene quanto io amo i serpenti), e poi il suo magnifico tridente… cavolo se spacca!!!

in una mano regge il Tridente a tre punte, detto Trishula, un simbolo che può avere varie interpretazioni:

le tre funzioni della Trimurti: creazione, preservazione e distruzione. Il tridente nella mano di Śiva indica che tutti e tre gli aspetti sono in suo controllo;

come arma, il tridente simboleggia lo strumento per punire i malvagi su tutti e tre i piani: spirituale, sottile e fisico/grossolano;

la supremazia di Śiva sul tempo: le tre punte rappresentano il suo controllo su passato, presente e futuro;

Poi continuando a leggere scopriamo che cavalca un TORO….. non aggiungo altro…a buon intenditor poche parole!!! E attenzione: nella cultura induista il toro rappresenta sia la forza che l’INGNORANZA….e per rimuoverla deve essere guidata da un essere straordinario come Siva, se no non vale nulla da solo… ( e che ve lo dico a fare!!!!)

Continua così il mio studio… non vi racconto tutto l’iter troppo lunga… ma ovviamente alla fine mi soffermo sul figlio di Siva: Ganeśa …

Lui mi aveva già colpito molto quando anni fa visitai un tempio induista a Londra Tempio di Neasden(il più grande al di fuori dell’india) e una sua raffigurazione mi ha seguito in questi anni… e diciamo che ora mi ci ritrovo più che mai…

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Ormai siamo a fine aprile e non  sò neanche più il mio ultimo post a quando risale. Ne sono passati avvenimenti: ho cambiato lavoro, ho partecipato alle gare nazionali di VVD ( e sono arrivata IV … e non eravamo 4 a partecipare ma bensì 9!) ho deciso i miei prossimi 32 tattoo (se poi i tatuatori si degnassero anche di rispondermi alle email sarebbe tutto più semplice), sono stata a Norcia per la Sagra del Tartufo Nero,sono andata a ballare Black dopo tipo 3 anni ( e il che lo consiglio perchè fa proprio bene alla propria autostima di donna), sono riuscita a comprarmi un paio di jeans senza farmi prendere crisi isteriche, ho concluso l’ennesima storia senza lieto fine, ma solo fine,  ho deciso e prenotato la mia vacanza estiva in Spagna tutto nel giro di tipo 3 giorni, ho finalmente trascorso con una delle mie più care amiche il suo compleanno, e come dice lei, ho raggiunto la consapevolezza.

E io, da brava razionalista le ho risposto “E mo che ce faccio con questa consapevolezza??”.

Il tema è semplice: forse dopo anni ho fatto mio il concetto di chi sono e di come voglio sia la persona al mio fianco, senza rinnegare me stessa e per questo fingere di essere come “mi si vuole”.

Insomma la scoperta dell’acqua calda. Il fatto è però semplice: mica la trovi agli angoli della strada la persona che vuoi che entri effettivamente, a 360°, nella tua vita. Mica vai al supermercato e la incontri al reparto surgelati . E se proprio dovesse succedere: quali sono le probabilità che sia adatto a te??.

Ma avete idea di quanti uomini sbagliati si incontrano??.  Io una vaghissima idea ce l’ho. Sono 4 anni che le mie scelte convergono sempre su questa tipologia: l’uomo sbagliato. Sbagliato per me, sbagliato per le mie esigenze, ovviamente non sbagliato per il mondo, ma per il mio, si.

Oggi mi è capitato di rivedere una puntata di Sex & City, quella in cui Carry decide, dopo l’ennesima rottura con Mr.Big, sotto consiglio delle sue amiche, di entrare in terapia. La terapista – quella più IN della grande mela – dopo aver ascoltato tutte le teorie sugli uomini e tutte le motivazioni perchè “loro non andavano bene” alla fine se ne esce con una frase spettacolare: “Carry, questi uomini cosa hanno in comune????… Te, sei Te che li scegli”…

Azzzzzz…  Credo che se un terapista mi dicesse una frase del genere potrei non rialzarmi più dal suo lettino. Ma effettivamente è così: è banale, è scontato, ma alla fine – tutti gli uomini sbagliati delle nostre vite – hanno in comune che noi li abbiamo scelti. E questo sempre con ottime, assolutamente apparenti, motivazioni.

E poi, in buona fede, ci stupiano se la cosa non è andata. Ma non ammettiamo mai a noi stesse che siamo consapevoli, sin dall’inizio, se una persona è adatta a noi.

Compreremo mai un abito totalmente inadatto al nostro corpo solo perchè è un altro stile rispetto a quello che noi indossiamo di solito?? ASSOLUTAMENTE NO!

E le cose in una relazione sono esattamente le stesse: non possiamo cercare di far entrare nella nostra vita una persona che ha un mondo troppo diverso dal nostro, solo perchè è diverso da quello che abbiamo sempre, e con piacere, frequentato.

Anche se le relazioni, anche le più magiche e incredibili, possono finire, non è detto che quella persona – il Mr.Big di turno – era quella sbagliata, e per questo cercare per forza qualcuno che ne sia opposto. E’ una colossale bugia che cerchiamo di farci andare bene.

Se è quello il nostro stile, se con quell’ “abito” siamo state felici – ma veramente felici, anche se poi ad una certa l’abbiamo dovuto “buttare”- è quello lo stile che dobbiamo ricercare. Sono i surrogati quelli sbagliati per noi, non NOI quelle sbagliate!

E questa è la mia consapevoleza: non arrendermi nel ricercare il mio vestito – nello stile e nella forma che mi farà sentire bella e felice.

F.

Forse non ti ho trattata proprio così bene come avrei dovuto
Forse non ti ho amata così spesso come avrei potuto
Piccole cose che avrei dovuto dire e fare, non ho mai colto il momento
Eri sempre nella mia mente
Eri sempre nella mia menteForse non ti ho stretta tutte le volte che ti sentivi sola, sola
E credo di non averti mai detto: sono così felice che tu sia mia
E se ti ho fatto sentire al secondo posto, mi spiace così tanto, ero cieco
Eri sempre nella mia mente
Eri sempre nella mia menteDimmi dimmi che il tuo dolce amore non è finito
Dammi un’altra opportunità di soddisfarti
Di soddisfarti

Piccole cose che avrei dovuto dire e fare, non ho mai colto il momento
Eri sempre nella mia mente
Eri sempre nella mia mente

Dimmi dimmi che il tuo dolce amore non è finito
Dammi un’altra opportunità di soddisfarti

Eri sempre nella mia mente
Eri sempre nella mia mente
Eri sempre nella mia mente
Eri sempre nella mia mente
Eri sempre nella mia mente
Eri sempre nella mia mente

Forse non ti ho trattata proprio così bene come avrei dovuto
Forse non ti ho amata così spesso come avrei potuto
Forse non ti ho stretta tutte le volte che ti sentivi sola, sola
E credo di non averti mai detto: sono così felice che tu sia mia

Parole che tutti abbiamo pensato.. O forse sentito.. O Magari… sperato di sentire… Parole, quelle che spesso mancano in un rapporto. Parole, che a volte ti fanno male. Parole che spesso ti rendono fredda e insensibile.Parole, che ti rendono talmente felice da toglierti il fiato.  Parole che se non dette, uccidono ogni futuro. Parole che se male interpretate fanno crollare un mondo e ti posso togliere ogni certezza. Anche su CHI sei.

E il Re, Elvis Aaron Presley le ha tradotte in poesia e musica. “Always On My Mind”, una delle mie canzoni preferite e sopratutto – per vari ed eventuali motivi che sono difficili da spiegare - la canzone che voglio al mio funerale!!! (chissà se su un blog vale come dichiarazione e volere effettivo… mah… io intanto lo scrivo!!! :-) )

=)

F.

Quest’anno è iniziato all’insegna dei cambiamenti. Oltre quelli di umore, che sono peggio dei monsoni, il 2 gennaio, dopo 4 anni di fermo, sono tornata ad allenarmi.

Questa volta, invece di trovare surrogati pessimi, ho preso il coraggio in mano, e sono tornata a praticare l’unica  arte che mi abbia mai reso felice: il VIET VO DAO.

Il Viet vo Dao (d’ora in avanti VVD) è l’arte marziale  tradizionale vietnamita, la quale, come la maggior parte delle arti marziali, ha tradizioni antichissime.

La leggenda riconosce nell’imperatore Hung Vuong I, fondatore del Vietnam, il fondatore delle arti marziali vietnamite. Numerosi reperti archeologici testimoniano infatti come esse si siano sviluppate e strutturate sotto la dinastia Hung Vuong (2879 – 258 a.C.), in parallelo alla filosofia ed alla scienza medica tradizionale. Sin dall’origine, le scuole o gli stili, non portarono il nome di persone o famiglie, ma piuttosto i nomi dei villaggi e delle regioni in cui nacquero, come Vo Binh Dinh, Vo Song Be, Vo Bach Ninh e tanti altri. Ciò poiché nello spirito vietnamita, le arti marziali dovevano servire la società e non gli interessi di famiglia, di clan, o di classe sociale.

Il nome, come accade anche nel Kung Fu e in altri arte, racchiude in se dei concetti e dei principi che si ritrovano nella sua pratica:

 

   

VIET significa “superiore” o “trascendente”, oltre ad indicare il popolo vietnamita. L’ideogramma può essere interpretato come “superare un ostacolo” o “oltrepassare una montagna”;

  

 

VO, traducibile come “guerra”, “lotta”, concerne sia la strategia militare che il combattimento corpo a corpo. L’ideogramma rappresenta una lancia, arma che in Asia, sin dai tempi più antichi, simboleggia il guerriero. Nella composizione calligrafica di “Vo” (analoga al termine “Bu” giapponese e “Wu” cinese) i tratti di pennello che raffigurano la lancia sono accompagnati da altre linee che vogliono dire “sopprimere una rivolta”, “sedare una sommossa usando un’arma lunga”, “interrompere un’azione offensiva”. La traduzione “arte marziale” fa un implicito riferimento a Marte, dio della guerra nella mitologia latina.

 

 

DAO (giapponese= Do, cinese= Tao): la Via, il Metodo. L’ideogramma rappresenta un uomo che percorre a testa alta una strada: un percorso interiore caratteristico di un cammino spirituale temprato dall’esercizio fisico. Una strada sulla quale non ha tanta importanza il punto di arrivo, ma il cammino fatto per percorrerla.

  

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“La Via dell’Arte Marziale Vietnamita” e “La Via dell’Arte Marziale Suprema”. Tali interpretazioni identificano la radice e la valenza dell’arte marziale vietnamita: SUPERARE SE STESSI

Mi sono allontanata da quest’arte perché avevo perso la visione e l’integrità del praticare un arte marziale: in poche parole avevo perso la via e l’equilibrio (cosa che mi accade non poche volte).

Visto e considerato che il mio primo maestro si era spostato di palestra, avevo sempre trovato ottime scuse per non riprendere.. Fino a quando quest’anno, sentendo parlare spesso la mia amica Bunny della sua arte marziale (il taijiquan) sentivo sempre di più la mancanza della pratica e l’esigenza di riprendere ad imparare nuove tecniche.

Così (serendipity come sempre) ho scoperto che il figlio del Maestro Nguyen Van Viet Direttore Tecnico della Federazione Viet Vo Dao Italia, nonché il uno dei miei primi maestri, Daniele NGUYEN, aveva aperto un centro praticamente dietro casa mia.

A quel punto… quali altre scuse potevo trovare per non superare me stessa??

E così, tirato fuori dagli scatoloni dopo 3 traslochi il mio vo phuc (kimono) e preso coraggio mi sono iscritta e presentata agli allenamenti.

Una volta salutato la mia vo Doung (palestra), in un attimo – il saluto generale – mi sono ritrovata di nuovo nel mondo del VVD.

Non è stato per nulla facile: il mio fisico ormai si era abituato non poco alla comodità del divano, e sottoporlo a “tranquillissimo” allenamento ha comportato il giorno dopo una semiparalisi per acido lattico!!!!

Però, superate tali atrocità, la disperazione perché le articolazioni mi sono in 4 anni praticamente cementate, la gioia  e il sorriso dopo gli allenamenti, sono una ricchissima ricompensa!!!

Ora sono alle prese – oltre alla folle idea che ha il mio Maestro che io partecipi alle gare nazionali di VVD che si terranno il 28 febbraio  e il 1 Marzo a Roma- con la riconferma del mio grado (II°CAP) e la preparazione del prossimo esame per III°CAP.

Quando ho iniziato – si parla del lontanissimo 1999 – mi ero prefissata come obiettivo quello di laurearmi e di prendere la cintura nera lo stesso anno, per poi passare il mio viaggio di laurea in vietnam.

Ecco, la prima è stata fatta. Ora manca la seconda e la terza!!!!!

Speriamo bene!!!

Intanto per darvi un idea vi lascio il video del mio maestro mentre esegue la Xa Quyen (Quyen= concatenazione di sequenze tecniche in un ordine stabilito ) -forma del programma internazionale.

=)

F.